
HEYSEL 40 ANNI DOPO
Rocco Acerra; Bruno Balli; Alfons Bos; Giancarlo Bruschera; Andrea Casula; Giovanni Casula; Nino Cerullo; Willy Chielens; Giuseppina Conti; Dirk Daeneckx; Dionisio Fabbro; Jaques François; Eugenio Gagliano; Francesco Galli; Giancarlo Gonnelli; Alberto Guarini; Giovacchino Landini; Roberto Lorentini; Barbara Lusci; Franco Martelli; Loris Messore; Gianni Mastroiaco; Sergio Bastino Mazzino; Luciano Rocco Papaluca; Luigi Pidone; Benito Pistolato; Patrick Radcliffe; Domenico Ragazzi; Antonio Ragnanese; Claude Robert; Mario Ronchi; Domenico Russo; Tarcisio Salvi; Gianfranco Sarto; Amedeo Giuseppe Spolaore; Mario Spanu; Tarcisio Venturin; Jean Michel Walla; Claudio Zavaroni.
I nomi: 40 anni dopo sono ancora quelli a risvegliarci il ricordo. I nomi di 39 persone in carne e ossa che non ci sono più, vittime della follia e dell’incompetenza. L’Heysel è una cesura, un momento di rottura nella storia dello sport e della società europea, l’Hiroshima del calcio, che ha creato un prima e un dopo. E in mezzo ci sono questi 39 nomi. Non esiste testimonianza, non esiste analisi, non esiste sentenza, che abbia la loro forza evocativa e chi ci possa far capire e ricordare cosa è stato l’Heysel. La memoria come ogni anno inevitabilmente corre là, alle immagini della tragedia che tutti abbiamo visto e che ogni volta, come una morsa, ti angosciano, ti stringono lo stomaco, ti tolgono il respiro. In ognuno di quei nomi c’è una parte di noi, quella che se n’è andata il 29 maggio 1985.
“…L’ imbarazzo sfiora il rimorso in tutti noi che allo sport credevamo come all’antidoto più puro e sincero della guerra. Così come siamo caduti, la voglia è di mandare tutti al diavolo. Se vogliamo prenderci a calci, stiamo a casa nostra. E si vergognino quei popoli che, atteggiandosi a civili, mandano per il mondo questi mascalzoni efferati e ahimè più volte recidivi nei loro eccessi delittuosi…“
G. Brera su La Repubblica del 30 maggio 1985